Descrizione
Film
Regia:
Akira KurosawaInterpreti:
Toshirô Mifune, Machiko Kyô, Masayuki Mori, Takashi Shimura , Minoru Chiaki, Kichijiro Uedagenere:
Drammatico
Durata:
88'Indirizzo web:
http://www.imdb.com/title/tt0042876/Autore recensione:
Alessandro De Bon & Niccolò Castelli
Avete presente quando decidete che un maglione vi fa schifo, lo cacciate in fondo all'armadio, dietro la pila dei "maglioni belli che uso sempre" e dopo un anno, ritrovandolo quasi per caso, vi accorgete che è la cosa più stilosa che abbiate? Bene, questo è
Rashomon.
Nichilismo, buddismo, letteratura, psicanalisi, relativismo... tutto in 88'. Ne avreste fatto volentieri a meno? In tal caso allora la colpa è tutta di Giuliana Stramigioli, che nel Sol Levante salvò questa pellicola dalle immondizie nipponiche, trovandola tutt'altro che orribile, e la spedì in Italia. Risultato?
Rashomon diventa un cult, vince premi a destra e manca e spalanca le porte europee al cinema orientale. Hai capito il Kurosawa? Con questa pellicola, che secondo molti affonda le radici nella sua antica passione italiana per Pirandello, l'autore giapponese propone all'occidente visioni assolutamente innovative. Con ritmi che anticipano i tempi che saranno televisivi, Kurosawa affronta temi profondissimi, complicati, servendosi della potenza delle immagini. In uno schema fedele al buddismo, in cui nascita e morte sono temporalmente invertite, il film propone allo spettatore, immergendolo in un classico giallo, una intensissima riflessione sul relativismo che travalicando nel nichilismo finisce con l'esaltare l'egoismo. Il tutto illustrando l'impalpabilità oggettiva della verità, sempre e comunque figlia di una qual certa soggettività. Ok, è vero. Volevamo provare a raccontarvelo più semplicemente, ma non ce l'abbiamo fatta.
Rashomon è così: intricatamente intrigante.