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Falla in Windows 7 |
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Windows
7, il nuovo gioiello di Microsoft, debutta col buco. E che buco, stando
al suo scopritore Laurent Gaffié: è possibile paralizzare Windows 7 (e
anche alcune versioni di Windows Server 2008) semplicemente inducendo
l'utente a cliccare su un link appositamente confezionato, per esempio
per visitare un sito Web ostile. Niente schermo blu classico, ma un
blocco completo: il computer cessa di rispondere ai comandi. E' quindi
necessario riavviarlo, con conseguente perdita dei dati non salvati.
Imbarazzante.
Microsoft sta già lavorando all'aggiornamento per
turare la falla, ma nel frattempo le dimostrazioni dell'estrema
facilità con la quale si può sfruttare il difetto cominciano a
circolare in Rete.
La prima dimostrazione, naturalmente, è quella dello scopritore, che l'11 novembre ha pubblicato
poco responsabilmente tutto il codice Python da usare. Per questo ho
aspettato inizialmente a diffondere la notizia (il mio primo accenno
pubblico è del 17), ma ora che tutti i dettagli sono disponibili nei
principali siti di riferimento per la sicurezza (nella mailing list Full Disclosure, per esempio) è inutile mantenere ulteriormente l'embargo.
Come
funziona la falla? E' abbastanza semplice. Il software Microsoft che in
Windows 7 gestisce il protocollo SMB (Server Message Block), quello
utilizzato normalmente nei computer Windows per la condivisione di file
e stampanti, non gestisce adeguatamente eventuali incoerenze nei dati
trasmessi nell'ambito di questa condivisione. Specificamente, Windows 7
si blocca completamente (va in loop infinito) se riceve l'header
di un pacchetto di dati SMB che dichiara una lunghezza diversa da
quella reale. E' sufficiente un singolo byte di differenza, secondo i
test di PraetorianPrefect.com. Se succede, l'unica cosa che si può fare è premere il pulsante di spegnimento del computer e poi riavviare.
Un
malintenzionato non deve fare altro che predisporre un server sul quale
gira il codice pubblicato da Gaffié, lasciarlo in ascolto e indurre la
vittima, tramite un qualunque espediente psicologico (mail allettante,
invito in chat), a visitare una pagina Web contenente un link speciale
che rimanda al server ostile. Quando la vittima contatta la pagina Web,
si attiva una connessione SMB che manda il pacchetto malformato a
Windows 7, che si paralizza. Ci sono anche altri metodi (un comando dir \\indirizzo ip\risorsa condivisa fasulla dalla macchina della vittima), ma questo è probabilmente il più pernicioso.
Microsoft ha pubblicato un advisory
in inglese, in cui raccomanda agli utenti Windows 7 di bloccare le
porte TCP 139 e 445 al firewall e di bloccare ogni comunicazione SMB da
e verso Internet. Di norma dovreste già essere configurati in questo
modo (se avete dubbi, chiedete a un esperto fidato di controllare per
voi), per cui la falla sarebbe sfruttabile solo dai vostri colleghi
dispettosi. Tuttavia secondo alcune fonti esisterebbe un modo per sfruttare Internet Explorer per scavalcare anche un firewall e colpire la vittima da remoto: "includere un file presente su una condivisione nell'HTML di una pagina Web", dice Tyler Reguly di nCircle citato da PCWorld.com.
L'advisory
di Microsoft indica che Windows XP e Windows Vista non sono affetti da
questa vulnerabilità e sottolinea che per ora non sono noti siti che la
sfruttano e non è possibile sfruttarla per eseguire codice o prendere
diversamente il controllo del computer della vittima: il peggio che vi
può capitare, insomma, è trovarvi con il computer improvvisamente
bloccato. Proprio come ai vecchi tempi.
Fonti aggiuntive: CVE; ZDNet, The Inquirer, Slashdot, The Register.
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