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Twitter rischia di spammare gli utenti |
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E'
sulla bocca di tutti, è il social network minimalista del momento,
tanto da essere usato come tema per un servizio fotografico su Vogue Italia, ma Twitter ha un problema: come fare soldi.
Proprio il suo minimalismo (140 caratteri, niente grafica, eccetto
quella separata di Twitpic e simili) gli impedisce di includere la
forma tradizionale di sostentamento economico dei servizi offerti
gratuitamente via Internet: i banner pubblicitari.
Così a qualcuno, in particolare alla società californiana Ad.ly, è
venuta un'idea: pagare gli utenti di Twitter che hanno molto seguito
per pubblicare delle twitterate o tweet (i messaggi o post di Twitter) che parlino di un prodotto.
Cnn
segnala che un utente Twitter può ricevere anche compensi a quattro
zeri in dollari per un singolo messaggio pubblicitario, e nel giro di
soldi potrebbe entrare anche il social network stesso. Un esperimento
di questo tipo è stato condotto recentemente per reclamizzare un
programma televisivo della NBC tramite Drew Pinsky, un twitteratore che
ha un milione e mezzo di seguaci. La Ad.ly ha già reclutato otto dei
circa cinquanta twitteratori con più di un milione di lettori per conto
di marche come Universal, Dell, Maserati, Hilton Hotels e altre.
Ogni twitterata pubblicitaria è identificata come tale da una dicitura altrettanto minimalista (Ad by Ad.ly),
ma l'idea di fondo è comunque che il twitteratore svende ai
pubblicitari i propri utenti, che erano diventati suoi seguaci per
tutt'altri motivi e soprattutto per il contatto diretto, genuino, non
mediato con i suoi pensieri che Twitter offre (o almeno sembra
offrire). Trovare che la propria star preferita o la propria beniamina
dispensa spot invece di pensieri genuini e perle di saggezza compressa
in 140 caratteri potrebbe comportare delusione e disaffezione.
Occhio, quindi, ai consigli e alle segnalazioni di prodotti ed eventi
che trovate su Twitter: Ad.ly ha la correttezza di segnalare che si
tratta di spot a pagamento, ma altri potrebbero non essere altrettanto
trasparenti.
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