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I PRODIGY fanno tremare la terra di Zurigo!  Stampa E-mail
Recensioni Concerti
Descrizione
Concerti
Artista: The Prodigy
Luogo: Hallenstadion - ZURIGO
Data: 30 novembre 2009
Indirizzo web: http://www.theprodigy.com/
Autore recensione: Alessio Arigoni
Giudizio: Potentissimo!
Dopo qualche giorno e ancora con qualche ematoma da riassorbire, finalmente ora ho la forza di raccontarvi il concerto di Zurigo dei Prodigy. Premetto che da quando nel '92 ho avuto in mano e nelle orecchie il Cd "The Experience" la mia vita musicale è cambiata. Colpo di fulmine mortale! Quindi anche in questo caso devo ammettere una discreta parzialità nel giudizio.
Il concerto dei pionieri dell'Electro Punk degli anni 90 è stato un incredibile uragano di energia, un lungo giro sulle montagne russe più estreme, uno tsunami orgasmico di suoni elettrici! Ho visto pochi concerti con un'energia positiva, deflagrante e violenta come questo.
  Alle 21.35 una sirena da raid aereo e un muro di luce bianca squarciano la tensione ed annunciano l'esplosione di una guerra mondiale, un bombardamento martellante, una pioggia di missili terra-aria di suoni acidi, industrial, techno, punk, che si sta per abbattere sui terrestri. prodigy_30.11.09_-_26Tutto lo stadio urla: gli invasori devono morire! L'arena entra immediatamente nel delirio collettivo.
In pochi secondi ti ritrovi a fluttuare completamente sudato in un mare di umani in preda alla più tribale delle danze, una tempesta emozionale travolgente. Il mondo è in fiamme! Il concerto si apre con un brano dall'ultimo lavoro dei tre pazzi inglesi. Le crude scenografie si manifestano sul palco in tutto il loro splendore industrial extraterrestre, illuminate da un centinaio fasci di luce spesso rosso sangue. Niente video wall, solo muri di strobo incazzatissime! Sopra tutto, tre enormi fari che assomigliano agli occhi di un robot alieno. prodigy_30.11.09_-_36
Ecco apparire da dietro una consolle posizionata in mezzo al palco e gravida di tastiere e campionatori il guru, la mente assoluta della band: il trentottenne Liam Howlet, colui che ha scritto la maggior parte delle malefiche canzoni dei Prodigy. Subito dopo appaiono saltellanti come scimmie impazzite gli altri due. Entrambi sono ricoperti da tatuaggi tribali. Keith Flint, il punkabbestia con le due crestine ossigenate sulla crapa, famoso soprattutto per il video di Firestarter, comincia la sua danza di guerra, che a tratti assomiglia ad un'Haka maori.  Lingua fuori, muscoli tesi ed occhi iniettati di rabbia Breakbeat. Una panzetta da birra è appena percettibile sotto la canotta del pazzo quarantenne. L'mc Maxim Reality, classe 1967, con un trucco tipo mascherina sado-maso bianca sugli occhi, look total black, nel frattempo distribuisce raffiche di "Fuck!" a random. Sul palco a dar manforte troviamo anche un...

prodigy_30.11.09_-_16...batterista e un chitarrista. Quest'ultimo vomita il suo naturale amore per la distorsione nella canzone "Breathe". E la chitarra elettrica mantiene fede alla sua natura rivoluzionaria e trascinante. Tutti urlano. Nessuno può resistere! Dai Teenagers di primo pelo e freschi 40enni dei primi Rave illegali. Pogo e ancora pogo. Ho visto volare delle scarpe! Dalla seconda fila mi ritrovo in ventesima e dopo poco di nuovo davanti. Quasi sollevato da terra! Un viaggio obliterato dalle gomitate di chi mi circonda. Il tutto senza percepire alcun dolore. È il momento della "tranquilla" "Poison". prodigy_30.11.09_-_42Non si può stare fermi, la potentissima Bassline non te lo permette! I Woofer spingono una tale mole di aria contro i nostri corpi che ne dettano il ritmo dei battiti cardiaci. La versione che ci viene suonata comprende un remix con il famoso brano del film "Lo Squalo".
Ma il meglio deve ancora arrivare.
Ad un certo punto, quasi a sorpresa, parte "Firestarter". Tutti i 15mila dell'Hallenstadion si dimenano, urlando in preda all'estasi, su, su fino alle ultime gradinate. Le urla disumane di Keith si fanno sempre più acute come a voler aumentare il Decontrol del pubblico. Tutto diventa se possibile, più Punk Rock.
Stessa ambientazione sonora per "Run with the Wolves". Qui a farla da padrone sono i suoni più acidi dei sintetizzatori gentilmente brutalizzati dal distorsore.
prodigy_30.11.09_-_46L'apocalisse arriva con la Title Track dell'ultimo album. "Invaders Must Die" i cui ritornelli vengono remixati, allungati, rallentati e accelerati a dismisura. Improvvisamente la canzone viene spogliata da tutti i suoni elettronici lasciando che la batteria prosegua da sola una sorta di ossessivo riff tribale su cui ad un certo punto si adagia sopra la splendida "Diesel Power". Davvero una bella trovata. Questo possiamo considerarlo il momento del concerto dedicato ai "lenti" in cui ricomporre se possibile le proprie membra. Ma non c'è quasi il tempo di riprende fiato che la mitica e strà sentita "Smack My Bitch Up" deflagra come una bomba termonucleare nell'Hallenstadion. Il sudore è alle stelle. Un paio di ragazzi fanno surf sulla folla. Perdiamo definitivamente il controllo. Siamo un solo essere che salta, balla e canta. Nel famoso Break del brano i Prodigy fanno abbassare carponi tutti i 15 mila. Dopo pochi secondi   la musica riparte e tutto il pubblico salta in aria. Tutto è talmente potente e selvaggio che mi sembra di sentire il brano per la prima volta.
Finita la canzone le magliette lacerate e i corpi semi nudi non si contano. Alcune ragazze restano letteralmente in reggiseno e pantaloni. Il prezzo del biglietto è pienamente ripagato!
prodigy_30.11.09_-_27Dopo una brevissima pausa il concerto riprende con il bis. I tre guru della Darkside ci sparano in piena faccia un poker di brani spettacolare e poi se ne vanno a casa. Non poteva mancare in questo gran finale il loro capolavoro assoluto: l'inno Jungle "Out of Space". Di nuovo, tutti urlano, ballano, cantano e sudano. Il Valhalla è vicino! Fuori ha cominciato a nevicare. Le Bassline sporche e massicce dei tre inglesi sono arrivate fin la su?
Insomma, si può tranquillamente discutere sulla qualità delle recenti produzioni dei Prodigy o di quanto strizzino l'occhio al Music Business o no, ma non si può dire che  dal vivo i Prodigy non rendano. 20 anni dopo l'esplosione della sottocultura dei Rave i Prodigy sono forse l'unica band originale ancora in giro che ne incarna la fiosofia selvaggia, peccato per l'esigua durata della performance.
Alessio Arigoni



LINE-UP CANZONI:

-World's on Fire (Invaders Must Die, 2009)
-Breathe (The Fat of the Land, 1997)
-Omen (Invaders Must Die, 2009)
-Poison (Music for the Jilted Generation, 1995)
-Warrior's Dance (Invaders Must Die, 2009)
-Firestarter (The Fat of the Land, 1997)
-Run with the Wolves (Invaders Must Die, 2009)
-Voodoo People (Music for the Jilted Generation, 1995)
-Omen Reprise (Invaders Must Die, 2009)
-Invaders Must Die (Invaders Must Die, 2009)
-Diesel Power (The Fat of the Land, 1997)
-Smack My Bitch Up (The Fat of the Land, 1997)

Bis

-Take Me to the Hospital (Invaders Must Die, 2009)
-Out of Space (Experience, 1992)
-No Good (Music for the Jilted Generation, 1995)
-Their Law (Music for the Jilted Generation, 1995)

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