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Facebook, le app degli amici leggono i nostri dati |
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Non dovrebbe sorprendere più nessuno, ormai, che lo scopo dei social network è rastrellare il maggior numero possibile di dati personali per poterli rivendere ad altre società. Quello che invece può sorprendere è che non sempre il social network è parte attiva in questa disseminazione.
Raganwald segnala infatti che le informazioni personali che condividiamo con gli amici di Facebook vengono condivise anche con le applicazioni installate da questi amici. Questo vuol dire che, per esempio, se un nostro amico ha installato un'applicazione per la ricerca di lavoro, quell'applicazione può leggere anche il nostro curriculum pubblicato su Facebook. Di conseguenza è banale, per società esterne a Facebook, rastrellare la nostra storia lavorativa e rivenderla senza che voi abbiate autorizzato nulla.
Questo espediente permette alle applicazioni installate dai vostri amici (non da voi) di leggere, per esempio, la vostra biografia e data di nascita, l'elenco di familiari e relazioni, l'orientamento politico e religioso, le foto, i video e le informazioni sulla vostra istruzione e il vostro lavoro che avete immesso nel social network.
Per evitare quest'emorragia occorre andare nelle Impostazioni sulla privacy, scegliere Applicazioni e siti Web, cliccare su Modifica impostazioni, trovare la sezione “Modo in cui le persone condividono le tue informazioni con le applicazioni che usano”, e cliccare su Modifica impostazioni accanto a questa sezione: nella finestra che compare, infine, bisogna disattivare tutto e cliccare su Salva modifiche.
Ma non basta: Facebook dice che queste impostazioni "non ti consentono di limitare l'accesso alle tue informazioni pubbliche e alla lista dei tuoi amici. Se desideri bloccare completamente le applicazioni in modo che non possano più ottenere le informazioni su di te, dovrai disattivare tutte le applicazioni della Piattaforma. Ciò implica che non potrai più utilizzare giochi, applicazioni o siti Web."
La stessa pagina di Facebook dice anche che "Se un'applicazione richiede l'autorizzazione ad altri per accedere alle
tue informazioni, tale applicazione potrà utilizzare dette informazioni
esclusivamente in relazione alla persona che ha fornito l'autorizzazione
e a nessun altro." Quindi in teoria le società che producono le applicazioni non possono usarle per accumulare dati su vasta scala. Ma come si fa a controllare?
Articolo di Paolo Attivissimo
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