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Per molti operatori di telefonia cellulare gli SMS sono la gallina
dalle uova d'oro: hanno costi di gestione incredibilmente bassi ma
vengono venduti a prezzi esorbitanti in proporzione a questi costi.
Ma questa gallina sta cominciando a essere meno produttiva. Di chi è
la colpa? Abbiamo smesso di mandarci TVB, LOL e altre abbreviazioni in 160 caratteri?
No: è colpa di Facebook.
O almeno così teorizza ZDNet di fronte al calo nell'utilizzo di questo servizio nell'ultimo
anno in molti paesi: secondo Forbes, il giorno di Natale, tradizionale appuntamento per l'invio di massa
di SMS, ha visto nel 2011 un'erosione drastica quasi ovunque (da
quasi 11 milioni a 8,5 in Finlandia, 14% in meno a Hong Kong, per
esempio). In Spagna il calo è stato del 13,8%; in Olanda del 10%,
secondo Unwired.
Gli utenti preferiscono usare altri sistemi meno costosi e più
facili per mandare messaggi tramite il telefonino: ora che molti
hanno un abbonamento che include la trasmissione di dati, scelgono di
usare applicazioni di messaggistica come BlackBerry Messenger,
iMessage di Apple o WhatsApp. Però il vero gigante in questo senso è
Facebook, il cui Messenger (disponibile per Android, iPhone e
BlackBerry, oltre che per Windows e prossimamente per Mac e iPad) sta
avendo un effetto massiccio sugli introiti da SMS degli operatori
cellulari, che vedono un numero crescente di cliente spostare il
proprio traffico di SMS a Facebook.
La differenza di Facebook rispetto agli altri servizi analoghi è
che Facebook è un servizio che hanno già quasi tutti gli utenti e
quindi il suo sistema di messaggistica permette di comunicare senza
dover installare nulla di nuovo sul telefonino o computer.
Di fronte a questo calo dei consumi, sarà interessante vedere se
gli operatori sceglieranno di adeguare i prezzi degli SMS, per
esempio abbassandoli a quelli statunitensi: un centesimo a messaggio.
Articolo di Paolo Attivissimo
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