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Anche Wikileaks diventa social? Non proprio Stampa E-mail
L'idea che tutto su Internet debba essere “social” viene abbracciata da molti operatori della Rete, ma anche da un'organizzazione che sembrerebbe non avere nulla a che fare con questo genere d'interazione: Wikileaks.

È stato infatti annunciato Friends of WikiLeaks o FoWL, il social network affiliato a Wikileaks, presso https://wlfriends.org/. Viene presentato come un social network atipico, anonimo e sicuro, nel quale i dati personali non vengono condivisi ma anzi vengono custoditi gelosamente e mantenuti isolati.

FoWL è atipico anche da un altro punto di vista: se i social network di solito ci permettono di restare in contatto con le persone che già conosciamo, FoWL promette di farci conoscere “amici che non sapevamo di avere”: persone con le quali condividiamo un ideale, un interesse e una generica vicinanza geografica.

FoWL sostiene di essere progettato per resistere ai tentativi d'invasione e controllo: tutto è rigorosamente crittografato, persino il numero e l’identità degli amici di ciascun utente.

Per il momento la registrazione richiede un email, password e posizione geografica generica, con uno spazio per inserire delle informazioni su se stessi. Queste informazioni volontarie sono l’unica maniera per essere contattati dagli altri utenti, che potranno leggere i dettagli su di noi.

Quando FoWL avrà ricevuto un numero d'iscrizioni sufficiente, a ciascuno iscritto verranno assegnati dodici “amici candidati”, sei provenienti dalla stessa regione geografica e sei di altre parti del mondo, accomunati dalla stessa lingua. Non sarà possibile avere un numero maggiore di amici, a differenza del collezionismo che caratterizza altri social network.

È poco chiaro come funzionerà la comunicazione attraverso FoWL: per ora ci si può solo iscrivere, ma non si sa nulla dell'aspetto o dell'interfaccia. Resta piuttosto difficile credere che un servizio del genere, nonostante il nome di spicco alle sue spalle, possa generare la massa critica necessaria a diventare utile alla propria utenza, che di base è molto sospettosa di queste novità.

Articolo di Paolo Attivissimo
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