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Le parole di Internet: hashtag |
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hashtag. Letteralmente significa “etichetta con il cancelletto”: è una parola, un acronimo o una frase preceduta dal simbolo “#” e utilizzata per etichettare o identificare un tema.
L'uso del cancelletto in quest'accezione di etichetta esisteva già nelle reti IRC per contrassegnare
gruppi e argomenti, ma è stato reso particolarmente popolare da Twitter, che traduce “hashtag” semplicemente come “etichetta” e usa gli hashtag per consentire le ricerche di messaggi accomunati da uno stesso tema e permettere, per esempio, di monitorare in tempo reale l'evolversi di una notizia o di un evento (per esempio #terremoto). In Twitter, infatti, una parola prefissata dal cancelletto diventa infatti automaticamente un link cliccabile e porta all'elencazione di tutti i messaggi che contengono quell'hashtag. Lo stesso vale per Google+, Tumblr, Pinterest e alcuni altri siti social.
Gli hashtag non vengono decisi da un ente centrale, ma vengono generati e selezionati spontaneamente dagli utenti, che ne decidono anche il significato. L'uso degli hashtag si evolve, e oggi molti utenti adoperano questi codici come sottile forma di ironia o umorismo (per esempio #freeFiorello).
Per conoscere gli hashtag più popolari e sapere cosa vogliono dire #FF, #LOL, #fail c'è una risorsa fondamentale, che è Hashtags.org, e c'è la sezione Tendenze di Twitter, che permette di seguire gli hashtag su base nazionale o universale.
Esiste anche una variante, denominata scherzosamente “bashtag” ("etichetta di critica”), che viene adoperata dagli utenti per prendere il controllo di un hashtag creato a scopi pubblicitari e usarlo per criticare ferocemente il prodotto reclamizzato. Per esempio, a gennaio del 2012 McDonald's creò l'hashtag #McDStories per invogliere gli utenti a condividere le proprie esperienze positive con i suoi prodotti, ma l'iniziativa fu interrotta dopo due ore perché gli utenti tweetavano principalmente lamentele.
Articolo di Paolo Attivissimo
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