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Il centenario di Alan Turing Stampa E-mail
Domani ricorre il centenario della nascita di Alan Turing, uno dei padri dell'informatica moderna e dell'intelligenza artificiale. Turing, matematico britannico, definì nel 1946 per la prima volta in dettaglio la struttura di un computer a programma memorizzato: una macchina universale semplice (da lui concepita nel 1936) che avrebbe caricato di volta in volta nella propria memoria il programma necessario per un dato compito, invece di essere dedicata in modo fisso (tramite l'organizzazione dei suoi circuiti) a una specifica attività. Dati e istruzioni risiedono nella medesima memoria.

Quest'idea – apparentemente banale per noi, rivoluzionaria all'epoca – è alla base di tutti i computer, tablet e smartphone moderni: quando lanciamo una app, non facciamo altro che caricare un programma in una memoria di un processore universale seguendo le idee di Alan Turing.

Turing ha dato anche il nome a un test fondamentale per valutare se un computer è intelligente o no: una giuria di esseri umani dialoga a lungo, su qualunque argomento e tramite una telescrivente (oggi diremmo “in chat"), con un interlocutore senza sapere prima se si tratta di un altro essere umano o di un computer. Se alla fine del test la giuria non riesce a capire se ha parlato con una macchina o una persona, allora la macchina è a tutti gli effetti intelligente come una persona (oppure la persona è stupida quanto una macchina). I captcha, quelle scritte deformate che veniamo spesso chiamati a decifrare per iscriverci a siti o servizi su Internet, sono un test di Turing inverso: servono a determinare che siamo persone reali e non programmi automatici.

Ma gran parte del debito che abbiamo nei confronti di Turing deriva dal suo lavoro segreto di decifrazione dei codici militari usati per le comunicazioni dalle forze armate della Germania nazista. Questi codici, gestiti da una macchina denominata Enigma, erano considerati assolutamente impenetrabili, ma Turing e la sua squadra di crittanalisti vi riuscì costruendo uno degli antenati dei computer odierni (o “cervelli elettronici”, come venivano chiamati allora). La decifrazione accorciò la Seconda Guerra Mondiale di almeno due anni, salvando innumerevoli vite da entrambe le parti. Il risultato era talmente all'avanguardia che fu tenuto completamente segreto per trent'anni, fino al 1974, per cui Turing ebbe pochi riconoscimenti pubblici dei propri meriti in vita.

Morì infatti nel 1954, a soli 41 anni, dopo aver assunto del cianuro. Era stato arrestato due anni prima per omosessualità (un reato nella Gran Bretagna di allora e fino al 1967) e per questo era stato rimosso dal proprio lavoro matematico per i militari e condannato a subire iniezioni di ormoni femminili per renderlo asessuale.

Oggi il ruolo chiave di Turing viene celebrato senza reticenze al museo di Bletchley Park e in mille modi, seri e frivoli, in tutta Internet. Spicca, fra le tante trovate, la creazione di una vera e propria macchina di Turing funzionante, realizzata con il Lego ad opera di un gruppo di informatici del CWI (centro di ricerca nazionale olandese di matematica e informatica): la dimostrazione pratica di quanto sia semplice l'elemento fondamentale di tutti i computer. La trovate, con istruzioni e video, presso Legoturingmachine.org.

Articolo di Paolo Attivissimo
Fonti aggiuntive: BBC
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