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Le parole di Internet: social DRM |
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social DRM. Un metodo di gestione dei diritti di copia (DRM, Digital Rights Management) basato sull'inserimento di codici identificativi dell'acquirente all'interno della singola copia digitale acquistata, per esempio di un brano musicale o di un libro. Un esempio significativo di social DRM è quello adottato per l'edizione digitale dei libri della saga di Harry Potter distribuita da Pottermore.
A differenza del DRM standard, che introduce tecnologie anticopia che limitano i dispositivi utilizzabili per ascoltare un brano, vedere un video o leggere un libro, causando incompatibilità e frustrazioni agli acquirenti legittimi, il social DRM non limita la fruibilità o la copiabilità ma fa affidamento sulla pressione sociale per scoraggiare la condivisione non autorizzata. L'idea di fondo è che se gli utenti sanno che la copia pirata circolerà con il loro nome e cognome saranno additati come pirati e potrebbero subire conseguenze legali. Le copie digitali protette da social DRM sarebbero insomma tracciabili per risalire a chi le ha condivise abusivamente.
Questo principio, tuttavia, è valido soltanto se il social DRM non è rimovibile o eludibile e se il nome dell'utente condivisore è facilmente riconoscibile dagli altri utenti. Ma il social DRM finora si basa sull'inserimento di un identificativo nel testo, nelle immagini e nei nomi dei file multipli interconnessi che compongono un libro digitale ed è quindi rimovibile con un impegno relativamente modesto (ed è sempre possibile digitalizzare una copia cartacea usando uno scanner oppure organizzare una trascrizione collettiva).
Inoltre le norme sulla privacy di molti paesi impediscono che il social DRM visualizzi il nome e cognome dell'acquirente, che viene invece presentato come un codice numerico: la pressione sociale, in questo modo, viene a mancare, perché un conto è leggere "questa copia è stata acquistata da Ilario Rossini", un altro è leggere "questa copia è stata acquistata dall'utente ec107c00b9577436d6354e54cd9da5c9".
C'è poi il fatto che una copia digitale circoli con l'identificativo di un utente non dimostra l'intento dell'utente di condividerla con tutti (per esempio perché il suo computer o lettore digitale è stato violato o perché ha prestato un libro digitale a un amico che poi l'ha condiviso), per cui l'efficacia legale del social DRM è tutta da dimostrare, mentre il rischio che si tratti di un costo inutile è tecnicamente molto alto.
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