Descrizione
Dischi
Artista:
The FlagTitolo:
Blue NortherAnno:
2006
Etichetta:
AutoproduzioneIndirizzo web:
http://www.flagblues.comAutore recensione:
Niccolò Castelli
Giudizio:
buono
Una bandiera senza simboli ne colori all’estremo nord di un mondo arido. È l’immagine che sta in copertina a “blue norther”, il primo album della band ticinese The Flag. Quella sullo sfondo è la Monument Valley, lo sconfinato spazio senza orizzonte che grazie al cinema oggi noi tutti associamo agli USA più profondi, remoti, quelli degli Indiani d’America. E, sebbene la musica contenuta in questo disco sia stata concepita e prodotta interamente in Ticino, è proprio là che ci porta con la mente, una volta fatto girare.
The Flag sono Igor Negrini (voce), Gionas Granda (chitarra), Federico Albertoni (basso), Luca Nisi (batteria) e Donato Cereghetti (tastiere). Ma soprattutto The Flag sono 5 giovanissimi musicisti che, dopo brevi militanze in band di altro genere, hanno trovato nel blues la radice della loro passione. Fa strano a dirsi, blues, perché oggi siamo abituati a ventenni che imbracciano la chitarra per suonare punk, emo, ska, hardcore. È vero pure che in questo periodo si sta vivendo un forte momento di “revival” di generi ormai passati come il rock’n’roll anni ’70, il rockabilly, il punk ’77, eccetera. Ma così indietro, così alle origini, raramente si è andati con una band di musicisti in erba che quando il blues più nero spopolava neppure erano nati...
Recentemente, come detto, è uscito il loro lavoro di debutto: “blue norther”, 11 brani registrati allo studio Dario Devecchi di Canobbio con il contributo finanziario della Legge Giovani del Canton Ticino e del Rock Music Festival di Lodrino. Se blues significa ancora oggi non solo un genere di musica ma anche un certo tipo di testi, di poesia, be’, allora il disco dei Flag è intensamente blues. Canzoni cantate in italiano e inglese che parlano in modo quasi malinconico di ragazze, di amori, di partenze, di lontananza, di sofferenza ma anche di felicità. Il tutto, su un tappeto dei più tradizionali, che sembra essere uscito da uno di questi dischi di blues anni ‘60-’70 che ancora girano oggi. I Flag amano questo genere musicale, vi ci sono trovati ed era quel che avevano bisogno per esprimersi.
Sebbene qua e là ci sia forse un po’ ingenuità, un po’ di quella semplicità che nei dischi dei più giovani non è solo perdonata ma anzi quasi d’obbligo, i Flag dimostrano di saper suonare in gruppo. Forse sono tornati alle origini della musica leggera per compiere loro stessi il percorso che li porterà al rock attuale, o forse rimarranno saldamente fedeli a questo genere per la gioia dei tanti amanti che vi sono anche da noi. E allora li vedremo su e giù dai palchi di casa nostra, sempre più esperti, sempre più “maturi”, a suonare i loro brani originali e le numerose cover di genere che hanno in repertorio.
Blue norther è ottenibile sul sito web della band
www.flagblues.com, ai loro concerti o in alcuni negozi specializzati.