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Categorie nella sezione: Recensioni
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Libri
Titolo: LA LIBRERIA DEL BUON ROMANZO
Autore: Cossé Laurence
Editore: E/O
Anno: 2010
Pagine: 402
Genere: Romanzo
Autore recensione: Francesca Margiotta
Giudizio: discreto
Pensate al meglio della letteratura concentrato in una libreria. Pensate ad un luogo dove non c'è spazio per i libri stampati tanto per fare, per i romanzi che non hanno nulla da dire, per i casi editoriali che durano una stagione. Pensate al meglio, che spazi fra i generi e gli autori di tutti i tempi, ed avrete avuto la stessa idea dei protagonisti di questo romanzo. "La libreria del buon romanzo" ci racconta di una passione comune e di un giallo che si intreccia alla vicenda...eppure. Eppure questo romanzo è una vera occasione mancata. Buono lo stile, buona l'idea, ma manca sempre, costantemente, qualcosa...e a tratti si intravvede cio' che questo libro potrebbe essere ma non sarà:  uno di quei capolavori immortali di cui si parla tanto nel libro... Ironia della sorte.
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Libri
Titolo: QUELLO CHE RIMANE
Autore: Tracy Kidder
Editore: Piemme
Anno: 2010
Pagine: 335
Genere: Romanzo Biografico
Autore recensione: Francesca Margiotta
Giudizio: discreto
Quanto conta un nome? Parecchio, se vieni battezzato "Deogratias" per ringraziare del fatto che tu e tua madre siete sopravvissuti al parto....parecchio anche se ti chiami "Tutsi" o "Hutu". Sono solo nomi che hanno diviso gente con la stessa faccia, le stesse radici, la stessa terra madre. Deogratias, o come tutti lo chiamano semplicemente Deo, lo sa bene. Non dimenticherà mai l'orrore del suo Burundi sventrato, flagellato, bruciato da una guerra fratricida...non si leverà mai dagli occhi le scene che nessuno, figuriamoci un ragazzino, dovrebbe mai vedere. Deo, tuttavia, è di quelli fortunati: è arrivato a New York per rifarsi una vita. Poco importa se lui, che studiava medicina, ora spinge un carrello con dentro le sue poche cose e dorme in un angolo ben nascosto di Central Park. Deo è un sopravvissuto che farà anche buoni incontri, e questa è la sua avvincente storia.
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Titolo: ACCIAIO
Autore: Silvia Avallone
Editore: Rizzoli
Anno: 2010
Pagine: 357
Genere: Romanzo
Autore recensione: Francesca Margiotta
Giudizio: discreto
Si è parlato parecchio di questo libro, candidato al celebre Premio Strega e arrivato poi secondo..si è parlato della sua autrice, ventiseienne esordiente. Ora parliamo di cosa c'è dentro. C'è tanta tenebra, in questo romanzo ambientato a Piombino, nella Toscana industriale delle acciaierie, quella separata dall'isola d'Elba da pochi chilometri di mare ma che quell'isola la sogna come fosse un'irraggiungibile chimera.Si parla di casermoni in cui la gente vive ammassata come i topi, si parla di salari coi quali non si arriva a fine mese, di piccoli sogni, persino "squallidi" per alcuni, che sono l'unica cosa che i giovani che crescono in questo degrado possono concedersi.Non si apre, quell'orizzonte di mare di fronte alle coste di Piombino, per l'autrice e per i suoi personaggi. Il lettore lo deve sapere da subito, è un libro realistico, forse troppo.
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Titolo: VOLVO
Autore: Loe Erlend
Editore: Iperborea
Anno: 2010
Pagine: 264
Genere: Romanzo
Autore recensione: Francesca Margiotta
Giudizio: Sbarellato
La letteratura scandinava riserva sempre delle perle di stranezza e di bellezza da cui lasciarsi conquistare, senza farsi troppe domande: è il caso di questo romanzo, Volvo, che racconta -riprendendo la storia di un romanzo precedente- la fuga del Signor Doppler dalla società civile. Stavolta finirà in un microcosmo decivilizzato tutto da ridere: una vecchietta dedita alle sostanze psicotrope ed il suo eterno rivale (non si capisce mai del tutto perchè), altrettanto anziano ma salutista e seguace irriducibile dello stile di vita scout.Una storiella tutta da godere senza, ripeto, farsi domande per le quali non ci sono risposte esaustive!
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Titolo: LA BUSSOLA DI NOÉ
Autore: Anne Tyler
Editore: Guanda
Anno: 2009
Pagine: 253
Genere: Romanzo
Autore recensione: Francesca Margiotta
Giudizio: discreto
La banalità, la normalità anzi un po' meno..il grigiore di un'esistenza piatta puó diventare il soggetto perfetto per un romanzo? La risposta è sí: non solo amori tormentati e scenari al limite della verosimiglianza sono gli sfondi perfetti per bei romanzi. Anne Tyler ci dimostra questa tesi in circa 250 pagine, raccontandoci la storia di un uomo un po' in là con gli anni, prepensionato forzatamente, obbligato a ridurre ancor piu' il suo già basso standard di vita per tirare fine mese. Un po' triste già cosi, aggiungete poi che il soggetto in questione ha un'esistenza solitaria e piattissima e che si becca pure una botta in testa, e il quadretto è completo. Solo che la botta in testa lo porterà, indirettamente, a nuove scoperte, alla resa dei conti con sentimenti che sembravano dormienti e con una vita che non si rivela esaurita come si potrebbe credere. Quella di raccontare di vite semivuote e grigie è un po' la passione di questa scrittrice che riesce, alla fine, anche a farci divertire.
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