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Concerti
Categorie nella sezione: Recensioni
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Concerti
Artista: OPENAIR DI ZURIGO
Luogo: Zurigo - Bauler Rümlang
Data: 27,28,29 agosto 2010
Indirizzo web: http://zurichopenair.ch
Autore recensione: Alessio Arigoni
Giudizio: Buono, organizzazione da perfezionare
Dal 27 al 29 agosto 2010 a due passi dall'aeroporto di Zurigo, a nord della stazione FFS di Bauler Rümlang è stato varato un nuovo maxi evento musicale all'aperto, e la parola "varato" non è mai stata così azzeccata vista la pioggia intensa che venerdì ha letteralmente allagato i prati dell'openair, trasformandoli in poche ore in una palude di fango alto anche 20 cm. Ed è così che il primo vagito dello Zürich openair verrà ricordato anche per l'esaurimento totale dello stock di stivali di gomma di tutta la città. E non stiamo scherzando!
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Concerti
Artista: The Prodigy
Luogo: Hallenstadion - ZURIGO
Data: 30 novembre 2009
Indirizzo web: http://www.theprodigy.com/
Autore recensione: Alessio Arigoni
Giudizio: Potentissimo!
Dopo qualche giorno e ancora con qualche ematoma da riassorbire, finalmente ora ho la forza di raccontarvi il concerto di Zurigo dei Prodigy. Premetto che da quando nel '92 ho avuto in mano e nelle orecchie il Cd "The Experience" la mia vita musicale è cambiata. Colpo di fulmine mortale! Quindi anche in questo caso devo ammettere una discreta parzialità nel giudizio. Il concerto dei pionieri dell'Electro Punk degli anni 90 è stato un incredibile uragano di energia, un lungo giro sulle montagne russe più estreme, uno tsunami orgasmico di suoni elettrici! Ho visto pochi concerti con un'energia positiva, deflagrante e violenta come questo.   Alle 21.35 una sirena da raid aereo e un muro di luce bianca squarciano la tensione ed annunciano l'esplosione di una guerra mondiale, un bombardamento martellante, una pioggia di missili terra-aria di suoni acidi, industrial, techno, punk, che si sta per abbattere sui terrestri. Tutto lo stadio urla: gli invasori devono morire! L'arena entra immediatamente nel delirio collettivo. In pochi secondi ti ritrovi a fluttuare completamente sudato in un mare di umani in preda alla più tribale delle danze, una tempesta emozionale travolgente. Il mondo è in fiamme! Il concerto si apre con un brano dall'ultimo lavoro dei tre pazzi inglesi. Le crude scenografie si manifestano sul palco in tutto il loro splendore industrial extraterrestre, illuminate da un centinaio fasci di luce spesso rosso sangue. Niente video wall, solo muri di strobo incazzatissime! Sopra tutto, tre enormi fari che assomigliano agli occhi di un robot alieno. Ecco apparire da dietro una consolle posizionata in mezzo al palco e gravida di tastiere e campionatori il guru, la mente assoluta della band: il trentottenne Liam Howlet, colui che ha scritto la maggior parte delle malefiche canzoni dei Prodigy. Subito dopo appaiono saltellanti come scimmie impazzite gli altri due. Entrambi sono ricoperti da tatuaggi tribali. Keith Flint, il punkabbestia con le due crestine ossigenate sulla crapa, famoso soprattutto per il video di Firestarter, comincia la sua danza di guerra, che a tratti assomiglia ad un'Haka maori.  Lingua fuori, muscoli tesi ed occhi iniettati di rabbia Breakbeat. Una panzetta da birra è appena percettibile sotto la canotta del pazzo quarantenne. L'mc Maxim Reality, classe 1967, con un trucco tipo mascherina sado-maso bianca sugli occhi, look total black, nel frattempo distribuisce raffiche di "Fuck!" a random. Sul palco a dar manforte troviamo anche un...
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Concerti
Artista: Massive Attack
Luogo: Eishalle Deutweg - Winterthur
Data: 25 novembre 2009
Indirizzo web: http://massiveattack.com/
Autore recensione: Alessio Arigoni
Giudizio: ottimo
Assolutamente da vedere.Oltre alle magnifiche canzoni dei padri del Trip Hop di Bristol,  è eccezionale il "discorso" che i M.A. portano avanti negli ultimi anni a livello scenografico. Un concerto politicamente "impegnato" che ha il pregio di far volare le menti della gente oltre le atmosferiche sonorità elektro dark, in giro per il globo. Su un videowall girano a ritmo serrato notizie di attualità. Si parla di ambiente, guerra, povertà, multinazionali, violenza, spreco delle risorse, sfruttamento dei lavoratori del terzo mondo, razzismo, ecc.  Scorrono pure alcune notizie della stretta attualità elvetica. Tutto tradotto nella lingua locale. Li avevo visti a Milano e tutte le scritte erano in italiano. Un valore aggiunto piuttosto incredibile per una Band Inglese. Non fatevi comunque ingannare dall'etichetta Trip Hop perché i M.A. sono un muro massiccio di energia. Introdotti dalla brava e tenebrosa Martina Topley Bird che li segue con la sua suadente voce già da parecchi anni e che ora si è lanciata in una promettente carriera solista, i leader della "Crew" Grant Marshall e Robert Del Naja investono il pubblico con una tale mole di suoni evocativi e profondi da farti perdere la cognizione dello spazio e del tempo. A volte sei in un sogno, altre sei in un incubo. Nella "fase Dub" non poteva mancare il grande Horace Andy una leggenda vivente della musica reggae. Vedere una persona di 60 anni essere totalmente a proprio agio dentro i suoni futuribili e psichedelici dei M.A. fa emozionare. Forse perché la musica dei ragazzi di Bristol si situa fuori dal flusso estemporaneo degli accadimenti, forse perché il Sound System era di eccellente qualità, la sensazione è che le loro canzoni scritte negli anni 90 siano sempre nuove ed attuali. Ottimi pure i lunghissimi remix live che ci hanno fatto danzare completamente ipnotizzati, e tutto ciò con l'ausilio di una buon porzione di strumentazione umana. I M.A. si danno generosamente senza mai ostentare momenti esibizionistici con grande equilibrio tra i presenti sul palco, forse perché serenamente consci di avere già contribuito a scrivere la storia della musica elettronica. La loro arte sonica ti scava dentro, ti stimola, ti sconvolge, ti coccola, ti fa pensare e non è assolutamente mai banale o scontata. Questo basta ed avanza per ripagarti il biglietto.     
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Concerti
Artista: Amadou & Mariam
Luogo: Rote Fabrik - Zurigo
Data: 22 marzo 2009
Indirizzo web: http://www.amadou-mariam.com/
Autore recensione: Alessio Arigoni
Giudizio: ottimo
Chissà cosa prova, come percepisce un paese un po' disinfettato come la Svizzera e in particolare una città come Zurigo, un artista africano non vedente che nel suo bagaglio porta i colori del mondo e in particolare dell'Africa? Questa la domanda che mi girava per la testa durante il concerto di Amadou, Mariam e la loro Band. Non un semplice spettacolo ma un viaggio onirico nel continente nero, con le sue leggende, i suoi sentimenti e le sue tragedie. Un vero e proprio trip extrasensoriale di quelli che fanno riflettere sul senso della vita riuscendo anche ad insinuare forti dubbi sul tipo di società e valori in cui vive l'occidente. Amadou & Mariam sono stati capaci di trapassare il cuore e la mente di chi vi scrive con intensa dolcezza ed una grande gioia di vivere, e questo sullo sfondo dei drammi che percorrono la loro terra. Come una carezza i due musicisti del Mali hanno trasmesso le loro vibrazioni positive al folto ed eterogeneo pubblico della Rote Fabrik, uno dei cuori pulsanti della cultura alternativa Svizzera trasformatosi per l'occasione in un vivace souk maliano. Sembrava di vederne la tipica terra rossa e di sentirne i tipici profumi speziati. D'altronde il Mali è considerato dai più come la culla della musica africana, con personaggi come Salif Keïta e Boubacar Traoré.
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Concerti
Artista: PENDULUM
Luogo: Rohstofflager, Zurigo (Sold Out)
Data: 14 novembre 2008
Indirizzo web: http://www.pendulum.com/
Autore recensione: Alessio Arigoni
Giudizio: ottimo
È UNA TRUFFA! Non è un live di musica elettronica! È un concerto di metallo pesante! Preparatevi al pogo selvaggio! La gente urla impazzita e si dimena in ogni ordine di posto, nella follia generale. Un orgasmo collettivo! Il concerto inizia subito con un pugno nei denti. Solo una voce inglese ti avvisa per qualche secondo che sta per iniziare lo zunami di fottuta Breakbeat. Come al solito bicchieri di birra e quant'altro, deflagrano all'istante in una costellazione di schizzi indirizzati per lo più alle prime file. Il cervello in de-control ordina subito ai muscoli di muoversi al ritmo della Bassline che è pompata al massimo, come è giusto in questo genere di musica. Ed è solo l'inizio! Sono partiti dalla lontanissima Australia in tre e nel 2003 si sono trasferiti a Londra moltiplicandosi come delle cavallette impazzite, diventando una band di sei musicisti cyberpunk. Il loro carburante è rappresentato dall'energia che scaturisce scontrando alla velocità della luce la batteria con il basso. Molto prima che ci provassero quelli del Cern di Ginevra!  La musica Drum'n'Bass infatti ha la sua massima deflagrazione nell'Alternative Dance nella seconda metà degli anni 90. Le sue sincopate vibra si sono riverberate fino ai nostri giorni. Ma torniamo al concerto. Questo è il primo vero Tour in Europa della Band che ha prodotto un album nel 2005 e uno fresco di stampa quest'anno più un discreto numero di singoli e remix. Il suono che si propaga su per la colonna vertebrale di chi vi scrive è l'unione tra l'elettronica più selvaggia e la chitarra elettrica più robotica, con una spruzzata di voce Metal. Un mix non inedito ma arricchito e contaminato da suoni "anni 2000". Mentre perdo il controllo degli arti nel flusso di magma umano, il pensiero va ai Prodigy ma anche ai Rage Against Machine o agli Atari Teenage Riot (versione però più Pop). Al Rohstofflager il soffitto piove e siamo in un istante tutti zuppi di sudore. Neppure l'aria condizionata al massimo livello lo avrebbe impedito; a raffreddare l'aria ci sarebbero voluti dei cannoni da neve. Metà del concerto è incentrato sulle canzoni del..
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