Il Salvo Svizzero

Il Salvo svizzero


L’anno 2007 viene sancito quale “anno del gas naturale”.
Allo stesso tempo Salvo, il nostro harlista di Aarau, ha da tempo espresso il desiderio di diventare Svizzero a tutti gli effetti.
Quale migliore occasione per cogliere due piccioni con una fava! Un eco-viaggio di 10 giorni attraverso la Confederazione Helvetica a bordo di un veicolo ecologicamente intelligente. La prova, che ci vuole poco per fare molto a favore nell’ambiente che ci circonda cercando, simultaneamente, di arricchire le inesistenti conoscenze elvetiche di un uomo ai limiti dell’irrecuperabile caso sociale. 2100 km di viaggio a bordo di Jenny (la nostra amorevole automobile a gas naturale). Clicca su Leggi Tutto.... per riascoltare e rivedere questa avventura!
 

Le dieci tappe del viaggio:

Giorno 1
Giorno 2
Giorno 3
Giorno 4
Giorno 5
Giorno 6
Giorno 7
Giorno 8
Giorno 9
Giorno 10



Primo giorno


Coldrerio – St. Moritz - Poschiavo

girono_01
Finalmente dopo tutte le paternali fatte da Christian ed i colloqui educativi presso InfoVel, sono in grado di dominare la nostra Jenny seguendo le istruzioni di Marco Doninelli. 
Si parte! 
La prima tappa ci porterà in Valposchiavo dove incontreremo degli amici che mi spiegheranno le bellezze del Grigioni italiano. 
Vedo nel retrovisore della nostra Jenny la sagoma di Marco farsi sempre più piccola e sconsolante: noi pieni di entusiasmo e lui, Marco, che ci saluta con un fazzoletto bianco sventolato per aria… quasi a dare l’estremo saluto ad una Fiat Panda che non sa bene quando e, soprattuto in che stato,ritroverà.
Christian non smette di parlare e, dopo la dovuta sosta per il rifornimento di gas naturale a Mendrisio, ci dirigiamo verso St. Moritz passando da San Bernardino
Decido di fermarmi e fare il pieno di schifezze presso una sosta in zona Bellinzona
Dalla città dei Castelli a St. Moritz (breve tappa VIP) consumo nell’ordine: un vasetto di melanzane sott’olio; un pacchetto di ceci tostati; due merendine all’albicocca ed una banana. Annaffio tutto con un bel birrozzo da un litro e mezzo, ma proprio quando il rutto roboante è sulla plancia di lancio Christian mi blocca con la scusa del collegamento telefonico con Rete 3. 
Non si blocca un artista, mentre sta creando un’opera d’arte senza precedenti, ma visto che è il lui il capo preferisco soprassedere.
Arrivati a Poschiavo ci accolgono i due camerieri dell’albergo dove abbiamo prenotato. Chiediamo loro dove poter parcheggiare e gli stessi ci indirizzano con fare agghiacciante nei pressi del cimitero. 
Decido dunque di darmi una grattatina la dove non picchia mai il sole… la serata non promette affatto bene. 
Poi però la cena ci fa conoscere un gruppetto di simpatici poschiavini. Grazie a loro impariamo a conoscere questa bellissima zona ed andiamo a letto sazi e soddisfatti. Non male come primo giorno: Christian si addormenta come un sasso, io trascorro ancora qualche minuto a compiacermi dei fetori che ancora sprigiono a causa dei ceci presi nel pomeriggio .

Ascolta il collegamento del 13 giugno 2007
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Secondo giorno


Poschiavo -  Zernez (parco Nazionale) - Coira - Maienfeld  

giorno_02
Il risveglio è alquanto tragico: la notte mi ha riservato incubi inenarrabili, mentre Christian pare posseduto da una forza misteriosa che lo spinge, contro la sua volontà, a prendere troppo spesso l'iniziativa… mi spiegate, per esempio, che cosa ci sia di così entusiasmante nello svegliarsi alle sette del mattino e recarsi al Parco Nazionale Svizzero?
Questa è infatti la prima tappa del nostro secondo giorno di viaggio.Christian è, come detto poco fa, posseduto da una frenesia pari a quella di un bambino alla quale è stata promessa una montagna di gelato: appena entrato nella "Chasa dal Parc" arraffa ogni gadget possibile, mentre io rimpiango ancora il mio comodo letto poschiavino.Incontriamo Stefan, il quale gentilissimo, ci spiega storia e filosofia di questo meraviglioso parco. Christian scatta foto a raffica, mentre a me è dato il compito di fingermi interessato di natura e processi biologici… quanto mi manchi mia dolce cara Harley, quanto mi mancate voi piccola banda di teppistelli argoviesi!

Riaccendiamo Jenny!

Tutto sommato, questo piccolo ritrovato di ingegneria ecologia comincia a piacermi; risaliamo la strada per  il passo della Flüela  e, come per incanto, eccoci giunti a Davos.
Qui i bei ricordi cominciano a riaffiorare: rammento i bei tempi del World Economic Forum e le battaglie a suon di ortaggi.

Jenny ci riporta sulla cantonale e, di li a poco, raggiungeremo Coira: la città più vecchia della Svizzera.Pensiamo
dapprima a rifocillarci e, come è giusto che sia, a fare il pieno di gas naturale alla nostra Jenny.
Coira ci affascina: le sue piazze e le sue fontane riportano la memoria indietro nel tempo.
E' la nostra ultima tappa in terra Grigionese, ma prima di dirigerci verso Maienfeld ne approfittiamo per tuffarci nel magico mondo di Alien e bere qualcosa al Giger Bar (locale intitolato a H.R. Giger: illustre cittadino grigionese ed ideatore delle figure agghiaccianti del film Alien).
Da un bar simile mi aspettavo quantomeno la possibilità di incontrare qualche altro harlista o, almeno, un paio di camionisti con il quale innescare una sana sfida a bottigliate.
Non avevo fatto i conti con il fatto che Christian, temendomi,  aveva calcolato perfettamente tutto… alle quattro del pomeriggio chi vuoi mai incontrare se non un paio di casalinghe frustrate e due impiegati di un centro commerciale ?
Sconsolati ripartiamo… Maienfeld ci aspetta…la patria di Heidi !
Il paesaggio è incantevole, ma la puzza di capra è a dir poco insopportabile.
Provo a fare il duro tra i turisti e mi imbatto in un ometto malese che da Kuala Lumpur è giunto fino in Svizzera trascinato dalla moglie, la quale moriva dalla voglia di vedere la casa di Heidi. Comincia a ridere divertito dal mio abbigliamento da metallaro duro…mi chiedo "ma lo scemo sono io vestito così, o tu che hai volato per diecimila miglia per vedere quattro capre mangiare il sale dalla mano rugosa di un vecchio contadino?". La giornata volge al termine…


Ascolta il collegamento del 14 giugno 2007
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Terzo giorno


Maienfeld - Flawil (fabbrica di cioccolato) - San Gallo  - Zurigo

giorno_03 
Devo riconoscere che il bed and breakfast scelto da Christian è molto carino: la prova che in Svizzera si può spendere poco per delle vacanze di qualità eccellente. Dopo una breve colazione ripartiamo alla volta di Flawil.
Non si può infatti pretendere di essere dei veri svizzeri senza conoscere i segreti della fabbricazione della cioccolata.
Per motivi di discrezione non vi posso rivelare quale fabbrica abbiamo visitato, ma posso dirvi che il mondo della fabbricazione di questa prelibatezza ha un fascino tutto suo. Prima di entrare in macchina riesco ad intrufolarmi nel magazzino della stessa, mi sfilo un durango e con fare deciso tramortisco un inserviente con un colpo di tacco alla nuca… giusto il tempo di rubare qualche pacco di bastoncini mandorlati.
Christian è sempre convinto che siano stati dei doni della direzione, ma il fatto è che, purtroppo, anche se in netto miglioramento la mia anima vandala a volte prende il sopravvento.
Jenny ci porta nella patria dei pizzi… San Gallo.
Provo ad andare in almeno due o tre negozi spiegando che con un paio di cento franchi si sarebbe quasi sicuramente evitata una spiacevole esplosione nella notte, ma prontamente Christian mi spiega che i pizzi di San Gallo sono diversi da quelli ai quali ero stato abituato sin da bambino.
Ma a San Gallo non ci sono solo i pizzi: la sua cattedrale è patrimonio storico dell' UNESCO e la biblioteca cittadina è qualche cosa da lasciare senza parole.
Anche un essere rozzo e poco acculturato come me, non può esimersi dal contemplare con sorpresa una simile meraviglia.
Questa città tranquilla, piena di storia e al contempo giovanile incanta sia me che Christian (il quale peraltro sono oltre tre ore che mastica i cioccolatini che il sottoscritto a rubato: insomma io il braccio e la mente e lui la panza !)
Christian è però una persona di cuore, la quale è facile alle emozioni.
Colpito dalla mia inclinazione nell'apprezzare le bellezze di San Gallo, mi fa un regalo che non ha precendenti… il programma della sera lo scelgo io.
Destinazione Zurigo e, più precisamente, il mitico Bar Azzurri di Farbhof.Quante botte, quante risse, quante gare di birra e salsicce si sono consumate nel piccolo/grande Bar Azzurri.
Un locale dell'immediata periferia zurighese dove, se non parli perfettamente uno dei dialetti tra catanese stretto, dialetto italo/arabo di Tropea o slang antico dell'Irpinia, non sei ammesso.
La migliore cucina italiana di Zurigo in un ambiente genuino dove gli ingredienti basilari sono: pizza, birra e partita di calcio.
E poi ci sono loro, i miei amici emigranti italiani: un gruppo foltissimo di grandi esperti di calcio e dalle memorabili frasi quali "…Bierhoff  sei un truffa!...e se farebbe uno scatto almeno!...", oppure "… prendi a Gennaruso Gattino, quello è un centrocampista con gli attenuanti (parola quest'ultima utilizzata in sostituzione del termine "attributi" che al momento non veniva in mente all'anonimo autore della frase).
Che grande serata! Grazie Christian!
Devo riconoscere che il bed and breakfast scelto da Christian è molto carino: la prova che in Svizzera si può spendere poco per delle vacanze di qualità eccellente. Dopo una breve colazione ripartiamo alla volta di Flawil.
Non si può infatti pretendere di essere dei veri svizzeri senza conoscere i segreti della fabbricazione della cioccolata.
Per motivi di discrezione non vi posso rivelare quale fabbrica abbiamo visitato, ma posso dirvi che il mondo della fabbricazione di questa prelibatezza ha un fascino tutto suo. Prima di entrare in macchina riesco ad intrufolarmi nel magazzino della stessa, mi sfilo un durango e con fare deciso tramortisco un inserviente con un colpo di tacco alla nuca… giusto il tempo di rubare qualche pacco di bastoncini mandorlati.
Christian è sempre convinto che siano stati dei doni della direzione, ma il fatto è che, purtroppo, anche se in netto miglioramento la mia anima vandala a volte prende il sopravvento.
Jenny ci porta nella patria dei pizzi… San Gallo.
Provo ad andare in almeno due o tre negozi spiegando che con un paio di cento franchi si sarebbe quasi sicuramente evitata una spiacevole esplosione nella notte, ma prontamente Christian mi spiega che i pizzi di San Gallo sono diversi da quelli ai quali ero stato abituato sin da bambino.
Ma a San Gallo non ci sono solo i pizzi: la sua cattedrale è patrimonio storico dell' UNESCO e la biblioteca cittadina è qualche cosa da lasciare senza parole.
Anche un essere rozzo e poco acculturato come me, non può esimersi dal contemplare con sorpresa una simile meraviglia.
Questa città tranquilla, piena di storia e al contempo giovanile incanta sia me che Christian (il quale peraltro sono oltre tre ore che mastica i cioccolatini che il sottoscritto a rubato: insomma io il braccio e la mente e lui la panza !)
Christian è però una persona di cuore, la quale è facile alle emozioni.
Colpito dalla mia inclinazione nell'apprezzare le bellezze di San Gallo, mi fa un regalo che non ha precendenti… il programma della sera lo scelgo io.
Destinazione Zurigo e, più precisamente, il mitico Bar Azzurri di Farbhof.Quante botte, quante risse, quante gare di birra e salsicce si sono consumate nel piccolo/grande Bar Azzurri.
Un locale dell'immediata periferia zurighese dove, se non parli perfettamente uno dei dialetti tra catanese stretto, dialetto italo/arabo di Tropea o slang antico dell'Irpinia, non sei ammesso.
La migliore cucina italiana di Zurigo in un ambiente genuino dove gli ingredienti basilari sono: pizza, birra e partita di calcio.
E poi ci sono loro, i miei amici emigranti italiani: un gruppo foltissimo di grandi esperti di calcio e dalle memorabili frasi quali "…Bierhoff  sei un truffa!...e se farebbe uno scatto almeno!...", oppure "… prendi a Gennaruso Gattino, quello è un centrocampista con gli attenuanti (parola quest'ultima utilizzata in sostituzione del termine "attributi" che al momento non veniva in mente all'anonimo autore della frase).
Che grande serata! Grazie Christian!

Ascolta il collegamento del 15 giugno 2007
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Quarto giorno 
 


Zurigo – Lucerna (museo dei trasporti)  

giorno_04
La testa è ancora ovattata… con gli amici del Bar Azzurri abbiamo fatto festa fino a notte fonda con forme di pecorino aperte appositamente per noi e fiumi di vino calabrese sfuso.
E' ora di ripartire adesso. La rugiada dà un tocco argentato alla carrozzeria di Jenny, la quale impeccabile come sempre, si accende al primo giro di chiave: direzione Lucerna!
Ci si mette un'ora circa e la città che si apre davanti a noi è entusiasmante.
Naturalmente non mancano le solite scaramucce tra me e quel dittatore di Christian: Lucerna è infatti una stupenda città con ampia zona pedonale e quello scellerato del mio compagno di viaggio se l'è voluta percorrere tutta.
Io, che fino a quale giorno prima ero solito ad andare perfino in bagno con la mia Harley, costretto a fare il turistello svizzero ed educato.
La Kappelbrücke e le sue fontane, ricoprono però Lucerna di un alone magico ed estremamente romantico: Chrstian continua a fotografare ogni angolo senza sosta ed io vengo attratto da un cartello che riapre in me le porte del paradiso:… Verkehrshaus ! (ovvero museo dei trasporti).
Trascino il mio compagno di viaggio con la forza, ma anche lui pare attratto da questo paradiso per grandi e piccini.
Appena entrati notiamo sulla sinistra un deposito di monopattini con i quali si può girare liberamente per tutto il museo… che pacchia!Corro come un pazzo, visito tutti i padiglioni e, soprattutto, tocco tutto quanto non si dovrebbe toccare: più Christian mi vieta di toccare e più io mi diverto ad infrangere le regole.Alla fine, dopo oltre tre ore di vista, il bottino di guerra è ricco: due stemmi Mercedes; una ruota di scorta di una Lambretta del '62; due dei quattro motoscafi radiocomandati posizionati in una piscinetta al centro del museo; caramelle e cioccolatini in quantità industriale e, quale ciliegina sulla torta, mitico gilet catarifrangente da operatore FFS.
All'uscita però, rieccomi perquisito da Christian e quindi costretto a consegnare tutto alla cassa.


Ascolta il collegamento del 16 giugno 2007
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Quinto giorno



Lucerna – Basilea (museo Tinguely) 

giorno_05

Si riparte di buon ora verso Basilea: città bagnata dal Reno e rinomata in tutto il mondo per la sua florida industria chimica.

A dire la verità su Basilea ci sarebbe molto di più da raccontare: il carnevale, l'industria, una città di confine dalla quale si può sboccare sia in Francia che in Germania, la fondazione Beyeler e tanto altro ancora.
Tutti contenuti prettamente culturali che, a dire il vero, non mi interessano particolarmente.Le cose che mi attirano personalmente sono però altre: la febbrile voglia di calcio che questa città ha nel DNA e l'innata voglia di fare continuamente festa dei basilesi.
Convinco Christian ad andare da un mio amico hooligan con il quale trascorriamo due ore a rivangare i bei ricordi di quando eravamo i padroni indiscussi del St. Jakob Park.
La giornata trascorre rapidamente: tra una birra, un bratwurst ed una serie incontrollata di rutti giungiamo a sera ancora con molta voglia di fare festa.
Christian mi pare un po' giù: le nostre surfate a cavallo delle onde dei ricordi non l'hanno entusiasmato più di tanto e decidiamo quindi di coinvolgerlo in una serata trendy made in Basel.
Mi pare che, dopo un paio di giorni di grande controllo, il mio compagno di viaggio sia sia lasciato trascinare nel frenetico vortice della vita alla "Salvo"… speriamo si riprenda altrimenti chi la sente sua moglie quando torneremo in Ticino!
Serata trendy a Basilea vuol dire solo una cosa: Buecheli !
Ci aspetta una grande nottata di bagordi: le donne non mancano e la bella gente ritira su il morale del mio compagno di viaggio… ormai sempre più in balia degli eventi.
Alle prime luci dell'alba chiedo con fare insistente a Christian l'indirizzo del posto dove avevamo prenotato per dormire.
Gli strappo con forza l'indirizzo, lo carico di peso in macchina e mi metto al volante.
Giunto a destinazione sgrano gli occhi e non credo a quello che gli stessi riescono a leggere "ostello YMCA"… per ovvi motivi di sicurezza decidiamo di dormire in macchina!Io fatico a prendere sonno, Christian ronfa già da un bel po' ed interrompe il suo prorompente russare con alcune risate di gran gusto seguite da alcune frasi senza senso quali: "a Schwere Matrone, a Zombie e a Longisland…".

Ascolta il collegamento del 17 giugno 2007
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Sesto giorno



Basilea – Soletta – Affoltern (caseificio Emmental) – Berna  

giorno_06

Christian si sveglia con un sussulto, mentre io sono già fuori dalla nostra Jenny a darmi la solita grattatina la dove non batte mai il sole ed accompagnando il dolce cinguettare dei passeri con alcuni colpi di "bassotuba" intestinale.
E' qui che si nota la differenza tra il piccolo deejay di Rete3 e l'uomo vissuto abituato alle nottate brave ed ai risvegli da nomade.
Quasi come resosi conto del fatto di aver perso del tutto il controllo, Christian salta giù dalla macchina e mi si fa incontro con fare minaccioso ed autoritario. Subito capisco che la festa è finita e che, purtroppo, dovrò sottostare alle sue volontà.
Ci dirigiamo verso Berna con un tappa obbligata a Soletta.
La città non è niente male, mi aggiro per le chiese e per le vie di questo borgo medievale, mentre Christian avverte ancora i postumi della serata  in quel di Basilea.
La sua è una corsa contro il tempo che lo costringe a rimbalzare da un bar all'altro per permettergli di utilizzare il bagno.
Naturalmente, ad ogni sosta, il bar ci consente di utilizzare il bagno a patto che si consumi qualcosa.La visita di Soletta si conclude dopo due ore con Christian che è più bianco della sua canottiera di cotone a coste e con il sottoscritto che, a furia di bere caffè, ha gli occhi spiritati come lo Schillaci dei tempi migliori.
Abbiamo bisogno di relax e l'Oberland Bernese è il vero toccasana in questi momenti… direzione Emmental.Quando si parla di questa regione meravigliosa del canton Berna non si può non fare riferimento al suo celebre formaggio e quindi, come è giusto che sia, è d'obbligo una visita ad un tipico caseificio.Ad attenderci il fratello minore dello Yeti: un omone di una certa età con rughe profonde come le gole del grand canyon e delle mani grandi come dei badili .
Qui di rubare qualcosa mi pare improbabile: uno schiaffo ricevuto dalla nostra guida potrebbe voler dire la perdita totale di conoscenza oltre che dei connotati.
La visita al caseificio è meraviglioso e Christian, in netta ripresa dopo la sbornia della sera prima, non perde l'occasione di mangiucchiare qua e la quantità industriali di formaggio per rifarsi la flora intestinale dopo il devastante tsunami di cocktails tracannati a Basilea.Ripartiamo da Affoltern im Emmental in direzione di Berna.
Berna è la capitale della nostra Confederazione e, per uno che si vuole naturalizzare come me, risulta essere tappa obbligata.Dopo una breve sosta in albergo, ci addentriamo nella cittadina elvetica, la quale pare avvolta da un alone di strana energia negativa.
Visitiamo la Bundesplatz, la torre dell'orologio e la cattedrale.
Proprio dietro la cattedrale entriamo in un piccolo parchetto dove ci vengono offerte droghe di ogni genere: a me piacerebbe rimanere, ma Christian mi trascina via.
Ora tutto mi è chiaro: ha definitivamente ripreso le redini del viaggio e di evasione non se ne riparlerà fino alla fine dello stesso.


Ascolta il collegamento del 18 giugno 2007
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Settimo giorno


Berna – Friborgo – Neuchatel  


giorno_07

Mi avevano detto che Berna, di mattina, è ricoperta da una fitta coltre nebbiosa, ma fortunatamente oggi non è così: ci svegliamo abbagliati da un raggio di luce potente che passa attraverso le grate della persiana e subito ci rendiamo conto che il sole ci farà compagnia anche oggi.
Jenny ci conduce fino a Friborgo: città che con il suo fiume (la Sarine) definisce chiaramente il confine linguistico tra territorio "zucchino" e romando.
Dapprima ci sorprendiamo un po' per come possa essere così netto il taglio culturale tra una regione e l'altra, ma poi ci rendiamo conto che anche alle nostre latitudini le cose non è che siano molto diverse.
Basta attraversare un ponte sul fiume Tresa e ci si apre un mondo completamente diverso: improvvisamente scopriamo che quello che noi chiamiamo "tubo del motz" in realtà i nostri vicini lo chiamano marmitta del motorino, che il "piz" in realtà si chiama accendino, che le "paglie" non sono altro che semplici sigarette, ma soprattutto che le "calcolazioni matematiche" non esistono… esistono semmai "i calcoli matematici".
Friborgo è bellissima! La sua cattedrale è patrimonio dell'Unesco e subito una domanda attanaglia la mia mente: "ma se i Castelli di Bellinzona sono patrimonio dell'Unesco; se la biblioteca di San Gallo è patrimonio dell'Unesco, se la città di Berna è patrimonio dell'Unesco… perché non hanno fatto patrimonio dell'Unesco anche l'orto di mio zio Alfonso?".

Il solito ceffone di Christian mi riporta sul pianeta Terra.

Finalmente Jenny ci fa sfociare nella verdeggiante Romandia con, quale destinazione finale, Neuchâtel.Viaggiare per la Svizzera francese è estremamente rilassante: alla nostra sinistra costeggiamo laghi meravigliosi, mentre a destra immense distese di vigneti si arrampicano sulle colline verdeggianti.Arriviamo finalmente in territorio neocastellano. Neuchâtel ci appare fin troppo sonnolente e, per esser franco, non mi entusiasma minimamente.Il mio compagno di viaggio invece la trova romantica ed avvincente: a me, l'unica cosa avvincente, pare essere solo la bottiglia di apricotine (noto liquore locale all'aroma di albicocca) che non abbandona mai il taschino destro del mio jubbotto di jeans imbottito di finto pelo di montone.


Ascolta il collegamento il 19 giugno 2007
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Ottavo giorno



Neuchatel - La Chaux de Fonds (museo orologi) - Ginevra  

giorno_08

Un altro risveglio da mal di testa allucinante con la bocca pastosa che sa di apricotine ed uno stomaco che pare una discarica di materiale radioattivo con, come unica valvola di sfiato…. vabbé avete capito insomma!

Ci dirigiamo verso La Chaux de Fonds, che a scriverlo pare facile, ma se si dovesse trascrivere la mia pronuncia l'effetto disastroso apparirebbe pressappoco il seguente "Lasssciò Fo'"!Appena giunti, Christian mi trascina, a forza, dentro il museo dell'orologeria.
Il fascino di questa antica casa consacrata ad onor del tempo che passa è contagioso… un po' meno quando gli oltre duemila orologi a pendolo e a cucu' cominciano a rintoccare con chiasso infernale le dieci del mattino.Con i fumi dell'alcool che ancora orbitano nelle tempie, questo fracasso infernale, mi fa letteralmente esplodere le cervella.Così abbandono Christian alla scoperta della misurazione del tempo e mi rifugio in bagno con l'intento di tracannarmi la tanto sospirata medicina effervescente..nello stato in cui mi trovo, vi lascio ben immaginare dove stranamente mi è caduta la compressa effervescente, ma visto che era l'ultima che avevo….Il panino dell'autogrill posto sull'autostrada che ci sta conducendo a Ginevra rimette un po' di ordine nel mio stomaco.Proseguiamo per Ginevra, dove incontreremo un noto artista ticinese che da tempo vive tra Morges e la ridente città sulle rive del Lemano.Ginevra è caotica in ogni suo angolo: antico e moderno si mischiano in un cocktail esplosivo di realtà contrastanti e multiculturali.Quando si riflette su questa città si pensa sostanzialmente ad un connubio di elementi quali: la sede dell'Onu; la sede della Croce Rossa; la patria di Alinghi e le numerose banche private presenti sul territorio cittadino.Ricchezza e sfarzo che si scontrano poi brutalmente contro il terrificante viso dell'artista che andiamo a conoscere.Un amico di vecchia data di Christian che pare essere posseduto da chissà quale spirito malefico. Decidiamo di cenare con lui e farci raccontare un po' di storie interessanti su Ginevra e Morges.

A fine cena ci accorgiamo anche noi di essere stati contagiati da uno spirito malefico: un cognac di quarta categoria offerto dalla casa a fine serata che verrebbe rifiutato anche dal serbatoio del tosaerba di mio padre.

Ascolta il collegamento del 20 giugno 2007
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Nono giorno


Ginevra – Losanna (museo olimpico) – Montreux

giorno_09

Oggi sono particolarmente contento in quanto, alla guida della nostra Jenny, ci stiamo dirigendo verso Losanna: la città più divertente e folle di tutta la Romandia.Appena giunti in città ci balena la malaugurata idea di lasciare la macchina… pardon! volevo dire Jenny, in un parcheggio vicino alla stazione ferroviaria.
Losanna è peggio di San Francisco: interminabili salite con una pendenza media del 20% che anche al Lance Armstrong dei tempi migliori avrebbero sicuramente fatto perdere la maglia gialla.

Ci avventuriamo per le vie del borgo ed afferriamo, quasi come ad essere giunti al punto di ristoro di un gran premio della montagna, una bottiglia ghiacciata di acqua che tracanniamo in pochi secondi.
D'improvviso il dramma: Christian si accorge di avere letto la cartina dalla parte sbagliata e che, il museo olimpico che volevamo visitare, si trova dalla parte opposta della città a ridosso del lago.
Il turpiloquio prende il sopravvento e comincio a sparare, nel migliore svizzero tedesco possibile, una miriade di parolacce che fanno rabbrividire i passanti.
Questa volta sono io che inseguo Christian e, in un colpo d'occhio, siamo nuovamente a bordo di Jenny…questa volta la cartina la guardo io.
Arrivati al museo, praticamente attaccato alla sede del Comitato Olimpico Internazionale, approfittiamo della visita guidata in lingua italiana e scopriamo le meraviglie della magia racchiusa nei giochi olimpici.
La nostra guida è una ragazza ticinese di bell'aspetto e, da buon mandrillo del sud Italia, provo subito ad invitarla a bere qualcosa con me.
Quando sembra ormai fatta, Christian se ne esce con la solita domanda atta a rompermi volontariamente le uova del paniere: "…Salvo non mi hai più detto se sei riuscito a risolvere il tuo problema d'orticaria alla lingua!..." che Bastardo!
Sconsolato riprendo la macchina e ci dirigiamo a Montreux.
Montreux non ha bisogno di presentazioni: il suo festival Jazz è tra i più famosi d'Europa ed è stata l'ultima residenza di Freddie Mercury. Una passeggiata sul lungo lago al tramonto mette sicuramente appetito e, fermandoci in uno dei tanti ristorantini posti sul quai, si possono degustare deliziose specialità di pesce o di carne.
Quando però ti portano il conto, per dirla tutta, il tuo portafogli si delizia ben poco.
Il viaggio sta giungendo al termine, lo Schwizer Pass si sta avvicinando…missione quasi compiuta!


Ascolta il collegamento del 21 giugno 2007
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Decimo ed ultimo giorno


Montreux – Martigny (museo automobile) – Ticino

giorno_10

I sentimenti sono misti e contrastanti: da una parte sono felice di poter finalmente rientrare a casa e godermi il tanto sospirato passaporto Svizzero, dall'altra mi piange un po' il cuore separarmi dall'amata Jenny. 
Ripartiamo quando Montreux ancora dorme e la pioggia ha preso il posto del caldo sole del giorno prima.La voglia di Ticino è tanta, ma abbiamo ancora una tappa da affrontare: il museo dell'automobile di Martigny.
Entriamo nel museo e si presenta al nostro cospetto una cassiera dall'aria estremamente vecchia: sembra che una statua millenaria del museo abbia improvvisamente preso vita!
Paghiamo l'entrata e ci dirigiamo verso i garages dove sono gelosamente custodite automobili di ogni epoca e qualche rarissimo modello di macchina fabbricata in Svizzera.
Dopo questa piacevole visita è giunta l'ora di rientrare nel "nos bel Tisin" .
Jenny è stata particolarmente brava anche nel salire e discendere il passo della Nufenen ed è triste pensare che presto ci lasceremo. 
Dopo aver percorso tutto il Ticino ripensando al viaggio ed ai nuovi amici che mi sono fatto, lascio Christian alla radio e fuggo con Jenny al praticello del Grütli dove pernottero' in tenda per un fine settimana romanticissimo.....

Incredibile esperienza....
grazie mille
vi amo
il vostro Salvo

Alcuni link utili per visitare la nostra amata patria:
http://www.myswitzerland.com/
http://www.swissworld.org/
http://www.ch.ch/
http://www.presence.ch/

Mobilità sostenibile :
http://www.infovel.ch/
http://www.veicoliagas.ch/
http://www.e-mobile.ch/
http://www.gas-naturale.ch/

Ascolta il collegamento del 22 giugno 2007
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